(InOut di Sabrina Moi)Prendere una parete di 360 mq in una delle zone più centrali di Milano e metterla a disposizioni di giovani artisti: l'idea di Diesel.
Nel 2004 nasce il progetto Diesel Wall, un contest internazionale rivolto a giovani artisti indipendenti, designer e studenti, il cui premio consiste nella possibilità di esporre una propria opera a grandezza straordinaria per tre mesi.
Da quest'anno l'iniziativa ha raggiunto altre tre città, Toronto, Copenhagen e Pechino, rendendo internazionale quest'appuntamento, divenuto, ormai, l'espressione massima del concetto di "arte democratica" affermato dall'azienda di Renzo Rosso: "Diesel crede nell'invenzione e nella novità, nella libera espressione del talento tramite la realizzazione di opere d'arte fuori dai circuiti espositivi tradizionali".
Ogni anno una giuria internazionale e il Direttore Creativo di Diesel, Wilbert Das, volutano centinaia di lavori, aventi qualsiasi tipo di formato, e ne premiano tre per ogni città.
Iniziativa assolutamente geniale questa di Diesel, che riesce a coniugare arte e marketing, attraverso una comunicazione crossmediale da manuale: essa si inserisce a pieno titolo nelle varie polemiche che da anni ruotano attorno alla street art ("è espressione del genio creativo o è vandalismo?"), che nella nostra città (adottiva) hanno preso forma ultimamente con l'operazione "I Lav Milan", con la quale si voleva promuovere la rimozione di scritte e scarabocchi vari da muri e monumenti.
Qui, però, si parla a tutti gli effetti di espressioni artistiche (e non di tag e brutture varie), ormai consacrate da varie mostre, tra cui voglio ricordare "Street Art, Sweet Art" tenutasi al Padigline d' Arte Contemporanea (PAC) tra marzo e aprile di quest'anno, nella quale hanno trovato spazio trentadue artisti italiani ( vi lascio il link di un articolo del curatore della mostra: http://www.undo.net/cgi-bin/undo/pressrelease/pressrelease.pl?id=1172659948 ), patrocinata dal Comune di Milano.
Ora, io non so come si stanno sviluppando i lavori di Pampero, ma penso che l'iniziativa di Diesel Wall sia una fonte di ispirazione non trascurabile: il muro, tra le altre cose, rapprenta un rimando molto forte al sito aziendale ( http://www.diesel.com/ )ed il contest è perfettamente in linea con l'immagine di marca che è stata creata (un brand giovane per gente piena di energia e per creativi, per spiriti liberi).
La campagna ha fatto molto parlare di sé (giustamente), vi lascio alcuni link:
http://www.designerblog.it/post/978/diesel-wall-2007
http://www.teknemedia.net/magazine/dettail.html?mId=2288
http://arte.stile.it/news/index.php?nid=2066766
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