Noi che esploriamo il futuro siamo come quegli antichi cartografi, e in questo spirito il concetto di shock del futuro e la teoria della gamma di capacità di adattamento vengono qui presentati non come ultima parola, ma come prima approssimazione della realtà, colme di pericoli e di promesse, create dalla spinta acceleratrice".
(Alvin Toffler, "Future Shock", 1970)
Alvin Toffler, insieme ad Herman Kahn, è considerato il padre della corrente filosofica "futurologa". Nel 1965 conia l'espressione "shock del futuro"(diventata nel 1970 il titolo di uno dei suoi libri), per indicare la condizione di smarrimento degli individui sottoposti a mutamenti repentini in un lasso di tempo troppo breve.

In un periodo in cui le scoperte scientifiche e la nascente industria informatica ponevano le basi della società moderna ed ipercompetitiva (la "Terza Ondata" o fase della "superindustrializzazione", di cui egli parla), fu uno dei primi studiosi a parlare di "Ad-hocrazia": "Stiamo assistendo all'avvento di un nuovo sistema organizzativo che sfiderà in misura crescente, e in ultimo sostituirà, la burocrazia. Trattasi dell' organizzazione del futuro. Io la chiamo "Ad-hocrazia"."
Toffler, inoltre, parla di "democrazia semidiretta", che si colloca in una posizione intermedia tra il farsi rappresentare e il rappresentarsi da sé.
Altro spunto interessante è che nei suoi libri, nel crollo della vecchia civiltà industriale, retta dall'antinomia lavoratore-imprenditore, viene a perdersi la contrapposizione tra produzione e consumo: fu uno dei primi studiosi a cogliere l'importanza del "prosumerismo", che oggi sembra essere diventato uno dei nostri punti fermi.
Nei suoi scritti, parlando di ad-hocrazia, di partecipazione diretta e di prosumerismo, penso che vide ciò che è accaduto con la diffusione di internet e, ancor più, ciò che sta avvenendo oggi con la nascita del Web 2.0, e lo fece quarant'anni fa...
Scusate se mi sono dilungato, ma ho trovato molto interessanti e "profetiche" le sue parole, che in parte ho voluto riportare nel nostro blog.
Toffler credette nella possibilità di sfatare il mito secondo il quale il futuro è assolutamente inconoscibile. In "Future shock" si legge: "La conoscenza del futuro esclude la certezza, ma non rinuncia alla possibilità di formulare ipotesi sui futuri probabili".
2 commenti:
visto che si parla di libri (e che mi sa posticiperò come al solito l'acquisto del libro di diritto per comprare anche questo di toffler), ve ne consiglio un altro, "la forma del futuro" di bruce sterling. ma questo, nonostante lui sia conosciuto come romanzista, non è un racconto di fantascienza. non parla neanche di comunicazione, in realtà, almeno, non in modo diretto. è un libricino sul design del futuro, visto che è anche un critico, e secondo me è notevole soprattutto la parte sul design dell'informazione, quei cosi futuristici che lui chiama "spime" (ammetto che ogni tanto si lasci un pò andare, nn sempre è chiarissimo). cosa c'entra il design con la comunicazione? mmm. secondo me, offre qualche spunto molto molto interessante, alla fine tratta di informazione, e quello che facciamo noi c'entra no? beh, insomma, a me è piaciuto, in caso ve ne faccio sapere di più
Ciao c'è un piccolo problema per l'acquisto di Future Shock di Alvin Toffler: è andato fuori stampa, per quanto ne so io.
Cmq puoi trovarlo il biblioteca.
Ciao
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