Dal '69 iniziarono a girare delle voci sulla presunta morte di Paul McCartney, che sarebbe avvenuta nel 1966 a seguito di un incidente stradale, e sulla sua sostituzione da parte di un sosia (un certo William Campbell).
Tutto ciò sarebbe stato, probabilmente, presto dimenticato se non fossero stati gli stessi Beatles (o chi per loro...) a fomentare questa leggenda. Tale teoria, da molti conosciuta come PID (Paul Is Dead) trova moltissimi indizi volontari in una decina di dischi della band: in molte copertine ci sarebbero riferimenti più o meno espliciti sull'accaduto e in alcune canzoni ("A Day in The Life" in "Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band", o in "Revolution 9" contenuto in "White Album") ci sono frasi che potrebbero far pensare alla scomparsa di McCartney. Per chi voglia saperne di più (ce sono decine di esempi, alcuni dei quali assolutamente particolari), lascio il link dell'articolo su wikipedia (ma in internet ve ne sono centinaia): http://it.wikipedia.org/wiki/Leggenda_della_morte_di_Paul_McCartney#Abbey_Road .
A me sembra un esempio assolutamente geniale di come un comunicatore possa agire: probabilmente fu il manager del gruppo, che negli anni Sessanta era Brian Epstein, o la Emi Music a creare o, per lo meno, a sfruttare una leggenda che, come accade spesso per i miti del rock o del cinema, era stata creata dai fan stessi.

Epstein sfruttò queste voci utilizzando soprattutto un mezzo di comunicazione immediato come potevano essere le copertine dei dischi (in questo caso la più famosa è quella di "Abbey Road", appunto, in cui Paul appare fuori passo rispetto agli altri, la targa del maggiolino parcheggiato a sinistra riporta l'età in cui sarebbe morto, per esempio), ma non solo: libri fotografici, film e naturalmente molte canzoni rimandano al mito della scomparsa del Beatle.
Criticabile o no la linea comunicativa di Epstein (per fortuna non l'unica) venne continuata dal Quartetto di Liverpool anche dopo la sua morte (1967) ed ottenne i risultati sperati: ancora oggi se ne parla e probabilmente contribuì all'affermazione del mito dei Beatles, che perdura nel tempo.
Molti altri sono gli esempi di leggende sui personaggi famosi (Elvis Presley...), ma credo che questo sia un messaggio cercato, voluto e spinto da un manager e, probabilmete, da una casa discografica.
Lo stesso Paul McCartney (quello vero o il sosia???) sfruttò la leggenda giocandoci sù in un suo album del 1993 dal titolo "Paul is Live", nella cui copertina riappare sulle strisce pedonali di Abbey Road!
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