giovedì 15 novembre 2007

politica e web 2.0

ieri su "la repubblica" mi sono imbattuta in questa curiosa notizia.
mi sembra interessante, anche perchè dimostra come si possano fare "campagne istituzionali" (in questo caso campagna elettorale) utilizzando gli ormai diffusissimi strumenti di social network offerti dal web 2.0. insomma come a dire che il profilo istituzionale di una campagna non deve essere un blocco all'utilizzo di strumenti innovativi e alternativi (cosa, tra l'altro, su cui ci si era interrogati nel mio gruppo di lavoro).

[copio/incollo dal sito repubblica.it]

Il primo ministro ha condotto la campagna elettorale su Facebook e MySpace
La sua coalizione ha vinto ma con la sua maggioranza si è assottigliata

Danesi al voto, a colpi di web 2.0
Rasmussen confermato premier

Un deputato ha utilizzato esclusivamente internet senza spendere nulla in spot, manifesti o pubblicità
di ANAIS GINORI


COPENAGHEN - "Vuoi diventare mio amico?". Detto da un primo ministro, non si era mai sentito su Facebook. Finora riservato ai giovani, il social network è diventato terreno di caccia politica. Per le elezioni in Danimarca, il capo del governo Anders Fogh Rasmussen ha aperto il suo "wall", su cui ha messo foto, lista di interessi (jogging, canzoni di Springsteen, l'ultimo libro di Khaled Hosseini), facendo appunto "rete" con tanti ragazzi danesi, almemo 4.000 secondo l'ultimo conteggio, o scambiandosi "poke", pagine, contatti.

Rasmussen, eletto premier nel 2001, a soli 48 anni, ha creato anche un profilo su MySpace e un blog. Infine, alla vigilia del voto, ha usato la piattaforma virtuale per convocare i suoi "amici" a fare jogging nel porto di Copenaghen, sette chilometri in compagnia di circa duecento ragazzi-supporter, sosta finale a mangiare kebab in un bar-shawarma, segno distensivo verso la comunità islamica. L'ultimo spot elettorale è stato ovviamente subito scaricato in foto su Flickr e in video su YouTube, accessibile dal suo sito ufficiale (www.andersfogh.dk).

Se il Web 2.0 è il futuro, la classe politica danese è già un pezzo avanti rispetto agli altri paesi europei. L'esempio del premier della destra - riconfermato ieri per un altro mandato, con una coalizione allargata ai centristi - non è il solo nel piccolo regno nordico. Da segnalare anche il primo esempio di campagna elettorale unicamente sul web. Quella del deputato Bent Soelberg, che non ha investito una corona per spot, affissioni o spazi pubblicitari. Soelberg, 45 anni ed esperto di informatica alla Business School di Copenaghen, si è fatto campagna soltanto attraverso le varie comunità del Web 2.0. In Danimarca, l'80% delle famiglie ha una connessione a Internet (il 100% nei redditi medio-alti). "A parte i soldi, ho economizzato molto tempo" racconta il parlamentare liberale. "Sul Web 2.0 i contatti sono sempre 'utili', sono tutti potenziali elettori".

1 commento:

andrea ha detto...

ma sono dei grandi! avanti anni luce...e qua in italia vogliono far registrare i blog come "pubblicazione editoriale"...che tristezza (per non dire "se ne vadano tutti a..").