Non avendo a portata di mano una definizione precisa di web 2.0 ho navigato un pochino in modo tale da avere le idee più chiare... Spero sia d'aiuto anche a qualcun'altro...
WEB 2.O
Il Web 2.0 (o Internet 2.0) è un termine usato per indicare un generico stato di evoluzione diInternet e in particolare del World Wide Web.Alcuni hanno tentato di definire il Web 2.0 come una serie di siti web con interfaccia, facilità evelocità d'uso tali da renderli simili alle applicazioni tradizionali che gli utenti sono abituati ainstallare nei propri personal computer.Per tali siti spesso vengono usate tecnologie di programmazione particolari, come AJAX (Gmail usalargamente questa tecnica per essere semplice e veloce) o Adobe Flex.I propositori del termine Web 2.0 affermano che questo differisce dal concetto iniziale di web,retroattivamente etichettato Web 1.0, perché si discosta dai classici siti web statici, dall'e-mail,dall'uso dei motori di ricerca, dalla navigazione lineare e propone un World Wide Web piùdinamico e interattivo.Un esempio potrebbe essere il social commerce, l'evoluzione dell'E-Commerce in senso interattivo,che consente una maggiore partecipazione dei clienti, attraverso blog, forum, sistemi di feedbackecc.Gli scettici replicano che il termine Web 2.0 non ha un vero e proprio significato, in quanto questodipende esclusivamente da ciò che i propositori decidono che debba significare per cercare diconvincere i media e gli investitori che stanno creando qualcosa di nuovo e migliore, invece dicontinuare a sviluppare le tecnologie esistenti.Analisi storicaOriginariamente il web è stato concepito come modo per visualizzare documenti ipertestuali statici(creati con l'uso del linguaggio HTML); questo approccio può essere definito come Web 1.0.In seguito, grazie all'integrazione con database e all'utilizzo di sistemi di gestione dei contenuti(CMS), Internet si è evoluta con siti dinamici (come ad esempio i forum o i blog); questo webdinamico è stato da alcuni definito Web 1.5.Attraverso l'utilizzo di linguaggi di programmazione come Javascript, degli elementi dinamici e deifogli di stile (CSS) per gli aspetti grafici, si possono creare delle vere e proprie "applicazioni web"che si discostano dal vecchio concetto di semplice ipertesto e che puntano a somigliare adapplicazioni tradizionali per computer.Da un punto di vista strettamente tecnologico, il Web 2.0 è del tutto equivalente al Web 1.0, inquanto l'infrastruttura di rete continua ad essere costituita da TCP/IP e HTTP e l'ipertesto è ancora ilconcetto base delle relazioni tra i contenuti. La differenza, più che altro, sta nell'approccio con ilquale gli utenti si rivolgono al Web, che passa fondamentalmente dalla semplice consultazione(seppure supportata da efficienti strumenti di ricerca, selezione e aggregazione) alla possibilità dicontribuire popolando e alimentando il Web con propri contenuti.Differenze e confronti con il Web 1.0Spesso, nel descrivere le caratteristiche del Web 2.0, si procede per confronto con il Web 1.0,indicando come nel passaggio di versione gli elementi fondamentali si sono evoluti o sono statisostituiti da nuovi. Si tratta di un modo di rappresentare il Web 2.0 divulgativo e non prettamentetecnico, ma risulta piuttosto efficace per riconoscere su Internet le "tracce" dell'una o dell'altraversione.Dai siti web personali ai blogSe prima la costruzione di un sito web personale richiedeva la padronanza di elementi di HTML eprogrammazione, oggi con i blog chiunque è in grado di esporre i propri contenuti dinamici dotatianche di veste grafica accattivante senza nessuna conoscenza tecnica particolare. Se prima lecommunity web erano in stragrande maggioranza costituite da esperti informatici, oggi la situazioneè completamente ribaltata. A farla da padroni sui blog sono scrittori, giornalisti, artisti o comunque"animi sensibili" con una preparazione informatica non necessariamente elevata.Dai sistemi per content management ai wikiLa tecnologia Wiki (Wikipedia ne è la più celebre applicazione) è il punto di arrivo del contentmanagement, in quanto ne implementa tutti i paradigmi. Se prima erano necessarie più applicazioniinformatiche per la gestione del ciclo di vita dell'informazione (dall'intuizione alla fruizione), oggiuna stessa tecnologia supporta al meglio tutto il processo. Si fruisce dell'informazione nell'ambientestesso in cui essa è nata.Dalla stickiness al syndicationLe tecniche utilizzate fino a ieri per tenere più tempo possibile i visitatori su un sito web (stickiness,letteralmente l'"appiccicosità" di un sito, cioè la capacità di tenere "incollati" gli utenti ad esso)stanno lasciando il posto ad altre concezioni di contatto con il fruitore. Attraverso le tecnologie disyndication (RSS, Atom, Tagging) chi realizza contenuti fa in modo che questi possano essere fruitinon solo sul sito, ma anche attraverso canali diversi. Un esempio di questi nuovi canali sono i feed,cioè delle liste di elementi con un titolo (es. notizie di un giornale, thread di un newsgroup), chepermettono il successivo collegamento ai contenuti informativi. Questi ultimi possono essereaggiornati e consultati di frequente con programmi appositi o anche attraverso i browser e quindiconsentono di essere sempre a conoscenza dei nuovi contenuti inseriti su un sito senza doverlovisitare direttamente.Strumenti per la creazione di contenutiTale possibilità di creazione e condivisione di contenuti su Web, tipica del Web 2.0, è data da unaserie di strumenti (tool in inglese) on-line che permettono di utilizzare il web come se si trattasse diuna normale applicazione. In pratica il Web di seconda generazione è un Web dove poter trovarequei servizi che finora erano offerti da pacchetti da installare sui singoli computer.Esempi di Web 2.0 sono IucundeWeb, FCKEditor e Writely, veri e propri elaboratori di testi econvertitori di formato, oppure NumSum, una sorta di foglio elettronico. Anche Google harecentemente lanciato la sua suite di editor, chiamata Documenti e Fogli di Lavoro, e Microsoft staper rilasciare una versione online della suite Office.Oltre alla creazione condivisa di contenuto on-line, il Web 2.0 è caratterizzato dalla pubblicazioneimmediata del contenuto e alla sua classificazione e indicizzazione nei motori di ricerca, in modoche l'informazione sia subito disponibile a beneficio dalla comunità, realizzando in maniera veloceil ciclo di vita del content management. Per la pubblicazione dei contenuti fanno da padrone sulWeb (di oggi) i provider di blog come Blogger, Wordpress e Splinder, ma anche piattaformecommerciali come Microsoft Sharepoint Portal che nella prossima versione (3.0) accentuerà le suecaratteristiche di collaborazione diventando la parte server di Office 12.Altra applicazione del Web 2.0 sono i cosiddetti web desktop (o webtop), una sorta di sistemaoperativo online su cui è possibile eseguire operazioni simili a quelle di un sistema operativotradizionale.Non si fa in tempo ad abituarsi al web "normale" che già le carte in tavola cambiano perché questoweb che tutti conosciamo, fatto di utenti solitari da una parte del filo e di siti dall'altra, appartienesempre più al passato e cede il passo ad applicazioni diverse, non solo nell'aspetto, ma specialmentenei principi ispiratori. Applicazioni in cui il valore non è più rappresentato dal contenuto dellepagine Html, ma al contrario dall'abilità di attrarre e far incontrare masse di utenti, permettendo lorodi interagire dinamicamente all'interno di un'esperienza comunicativa bidirezionale, globale eistantanea. Un web sociale e democratico, che non solo azzera le barriere tecnologico/economichedi creazione dei contenuti ma rovescia anche i modelli tradizionali di distribuzione e accessoall'informazione.Senza fare rumore questo nuovo web, il web 2.0 appunto, sta in realtà entrando nelle vita dimoltissimi italiani, segnandone le abitudini, così come il modo di cercare, consumare especialmente condividere informazione online. Non è forse un caso che trovi spesso mio padre difronte al monitor, con le cuffie in testa e gli occhi rapiti per ore dai video di YouTube. Tutto questosenza aver mai sentito nominare il termine web 2.0, come ad indicare che il nome contadecisamente meno del livello di adozione di una tecnologia da parte degli utenti.Il grande effetto portato dal web 2.0 in casa nostra potrebbe però essere anche un altro. Per la primavolta, seppure con le differenze del caso, l'Italia non si limita a ricevere passivamente l'eco delleonde elettromagnetiche provenienti dal nuovo continente. Al contrario gli influssi del web 2.0sembrano aver prodotto, anche da noi e quasi in contemporanea, un nuovo slancio, una rinnovatavoglia di fare e mettersi in gioco per singoli ed imprese. Nonostante la mancanza di un substratoeconomico capace di finanziare e far crescere iniziative visionarie e in uno stato ancora embrionale,pur di fronte all'insufficienza di infrastrutture informatiche e di fluidità nel mercato del lavoro,anche l'Italia sta tentando di apportare il proprio contributo in questo pullulare di idee e progetti chegià rivoluzionano la vita di milioni di persone in tutto il mondo.Sull'onda degli influssi d'oltreoceano, nascono anche qui nuove conferenze (come il Duepuntozeroed il D-Day) e unconferenze (conferenze non organizzate formalmente come il modello Barcamppresentato a Torino, Milano e Roma). Si formano gruppi di sviluppatori d'eccellenza come Nimbooe TheRubyMine ed iniziano finalmente ad affacciarsi finanziamenti dalla comunità europea per ideeweb 2.0 portate avanti dalle università (come per TAGora promosso dalla Facoltà di Fisicadell'Università la Sapienza di Roma). Questa rete di discussione, confronto ed innovazione è ancorapiù evidente online, dove blogger, consulenti, giornalisti e semplici appassionati si contattano, siconoscono e scambiano opinioni in modo distribuito e asincrono, alimentando il tam tam mediaticosul fenomeno che ha ormai conquistato le pagine di quotidiani come Il Sole24Ore col suo insertoNova24.E per quanto riguarda i progetti reali? Pur non disponendo della massa sociale presente negli StatiUniti, né di finanziamenti da milioni di dollari, esistono in realtà anche i progetti e il loro numerosta crescendo rapidamente. Scoprirli è però un pochino più difficile. Da chi è fatto allora il web 2.0nostrano? Si tratta spesso di gruppi di esperti che rimanendo nell'ombra si ritrovano online dopogiornate di lavoro "tradizionale" disegnando quella che sperano essere la prossima killerapplication, l'esperimento che cambierà loro vita professionale e magari anche entità del conto inbanca.Il web 2.0 italiano è così popolato da figure professionali quanto mai variegate: ingegneri,programmatori e web designer, ma anche ricercatori, filosofi, economisti e giornalisti, ognuno conun diverso bagaglio di esperienza che risulta assolutamente necessaria quando si ha a che fare conproblemi non solo tecnici, ma anche sociali, motivazionali, psicologici ed economici. In uno sforzodi immaginazione e voglia di ingegnarsi tutti italiani, queste iniziative tentano di fondere insieme ipiù famosi esempi americani con le necessità e le peculiarità tipiche della cultura italiana: il cibo,l'arte, la voglia di risparmiare, la ricerca di una casa e così via.Ci si può chiedere allora perché questi progetti non abbiano ancora trovato soldi e fama. Benché, leidee proposte siano spesso originali ed a volte anche ricche di spunti di business, trovare spazio peremergere o semplicemente farsi vedere qui da noi non è in realtà cosa facile. Per questo, molti degliattori del Web 2.0 italiano percepiscono un forte bisogno di occasioni di incontro mirato e diaggregazione. Incontro che a volte diventa fattiva collaborazione, scambio di esperienze, idee maanche di tempo e braccia (o meglio menti) tra gruppi diversi, nella convinzione un simile approcciocomunitario possa alleviare alcune difficoltà tipiche del mercato italiano come il costo della manod'opera, la disponibilità di capitali e la dispersione geografica. Insomma l'unione potrebbe fare laforza, specialmente in una fase in cui l'obiettivo principale è ancora aprire un mercato e mostrarnele potenzialità. Incontrarsi permette allora di far tesoro delle esperienze altrui, di stabilire preziosicontatti con soci e finanziatori o semplicemente di farsi forza di fronte agli ostacoli.Ulteriori informazioni al link http://www.xyz.reply.it/web20/
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