lunedì 15 ottobre 2007

A proposito di web 2.0

Cinema 2.0

Le iniziative che si fanno interpreti della logica "democratizzante" del web 2.0 sono innumerevoli.
Molto interessante mi sembra l'esperienza del cinema 2.0, che si può declinare in diverse approcci:

Il social networking
Rendere partecipe il consumatore promuovendo la creazione di social network attorno al prodotto cinematografico. Alcuni esempi sono:

- il precursore "The Blair Witch Project": film ad budget limitatissimo, sperimentale e quasi amatoriale che. con una campagna di marketing innovativa soprattutto via web, ha costruito il suo successo e la sua fama mediatica. I due registi hanno creato una vera e propria Urban Legend sulla storia dei 3 ragazzi scomparsi nel bosco mentre erano alla ricerca della misteriosa strega di blair, che in molti hanno creduto fosse vera.
- Il recente "Snakes on a plane": lo strano titolo del film ha favorito la nascita di una folta community di fan che hanno realizzato parodie di genere già prima del lancio del film. Tale fenomeno è stato così rilevante che ha spinto la New Line a girare nuovamente delle scene del film sulla base degli spunti dati dai video degli utenti.
- La serie "Lost": il creatore J.J. Abrams ha fatto girare un video su youTube, di stile user-generated, in cui una festa di ragazzi si interrompe misteriosamente, apponendovi solo la sua firma. Effetto suspence e urban legend cercasi.

Opere cinematografiche open source
L’utente diviene autore tramite il lancio di opere open source allo scopo di far nascere dalla collaborazione tra diversi creativi dei prodotti in continua evoluzione e user-generated. Tante le variazioni sul tema “partecipazione, collaborazione e condivisione al servizio della libera creatività”:
- dai progetti multi-autoriali open source con canali promozionali e distributivi alternativi che configurano un nuovo flusso di immagini, suoni, parole che scorre nella Rete, in cui ciascuno può immergersi per dare il suo contributo, creativo e/o economico
- ai nuovi metodi per reperire risorse finanziarie in cui non ci sono più pochi finanziatori che investono grosse somme ma una miriade di piccoli produttori che mettono a disposizione cifre modeste, avendo in cambio la possibilità di aver voce in capitolo in tutte le fasi, dalla pre alla post-produzione.

Questo di cui vi ho parlato e molto altro sul cinema 2.0 potete trovare all’indirizzo http://www.thedailybit.net/index.php?method=section&action=zoom&id=2383

A cosa ci serve?
A cosa può servirci tutto ciò? A me viene in mente una campagna per Eni (perchè è il lavoro del mio gruppo, ma può essere tranquillamente adattata per Pampero) dove i 24 consigli diventano brevi storie (24 consigli per 24 ore, una storia che si articola in una giornata, simile al telefilm) da creare e intrecciare insieme, attraverso una community e un progetto opensource. I vari creativi potranno interagire sul “codice”, combinando anche diverse forme espressive, dal cartone animato, alla stop motion, dal video girato in Second Life a quello fatto con il telefonino, ecc… (vi dice qualcosa il mashup?) tutto coordinato dalla direzione di qualche regista o esperto della comunicazione visiva (un po’ come ha fatto Nokia con Gary Oldman e il suo film col cellulare, ma questa è storia vecchia). Il tutto da distribuire poi tramite canali web, eventi spot, ecc… in una miriade di forme, dai filmati di pochi secondi, ai trailer finti, ai video su youtube e chi più ne ha più ne metta!

Un esempio di community vasta che gira attorno al cinema opensource e che si potrebbe coinvolgere è http://www.opensourcecinema.org/



"A swarm of angel" progetto di un thriller fantascientifico in open source
http://aswarmofangels.com/

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