lunedì 15 ottobre 2007

Temporary shop o shop sharing???

Temporary shop o shop sharing ???

Ora una nuova idea sposta l'asticella più in la, o meglio crea una nuova variante: lo shop sharing.
Ovviamente il luogo è Milano. Corso Garibaldi per la precisione. E' qui che due soci hanno creato uno shop di 130 mq completamente mutevole e camaleontico, destinato ad ospitare si dei monomarca, ma per periodi di tempo limitati. In pratica lo spazio viene messo al servizio di qualsiasi azienda per sperimentare nuovi prodotti, servizi, format o concept.
La struttura è pensata apposta per poter accogliere le più disparate merceologie del retail e quindi gli arredi fissi sono pochissimi, mentre il gran lavoro viene fatto sulle "scenografie" mobili che cambiano di volta in volta. Ma la vera idea che c'è dietro è ben altra. E' il modello di business che i due soci ideatori si sono inventati. Lo spazio è un semplice pretesto per offrire ai retailer che lo affittano dei servizi a "valore aggiunto" in termini di comunicazione, competenza commerciale, comunicazione e design. Infatti i retailer "useranno" lo spazio (e lo potranno personalizzare secondo le proprie esigenze) con la consulenza di un team di architetti, arredatori e design che sarà messo a loro disposizione.
Alcuni lo hanno impropriamente definito "Shop sharing", ma qui non si condivide un negozio fra più aziende. Potrebbe essere una forma di Temporary shop, ma il negozio rimane li e lo usa qualcun altro. E allora? Allora ci troviamo di fronte ad una nuova categoria: quella del negozio che diventa prodotto. Ma non fine a se stesso, bensi strumentale per veicolare un servizio (o meglio una serie di servizi): la creazione di nuovi format.Come dire ai retailer "noi ci mettiamo il laboratorio e i ricercatori, voi metteteci i soldi".

Manuela Piccini

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