Ho così raccolto la sfida (con l’onore della scelta delle armi) ed eccomi qui che scrivo, nottetempo, il frutto delle mie ricerche. Divido il post in paragrafi alla fine di ognuno dei quali inserirò il link corrispondente più interessante. Buona lettura!
Web marketing in SL
Di marketing e web marketing su SL ce n’è tanto; basta leggere l’articolo apparso su marketingfocus.it (link in fondo al post) per averne un’idea. I motivi sono molteplici, ma i due più rilevanti sono:
- la possibilità per le aziende di sperimentare nuovi prodotti ottenendo feedback dai consumatori
- creare una forte eco mediatica
Insomma, sembra che tutto possa essere promosso su SL, vista anche la moltiplicazione delle possibilità interattive che ognuno sperimenta (basti pensare al fatto che si può volare, dunque si possono sfruttare anche gli “spazi aerei”, o ci si può teletrasportare!).
http://www.marketingfocus.it/index.php?op=ViewArticle&articleId=115&blogId=1
Problemi e limiti
Problemi e i limiti non mancano:
- Innanzitutto SL non garantisce (ancora) le prestazioni del web tradizionale, avendo una partecipazione attiva che si aggira intorno a 9000 utenti a fronte di un numero di iscritti pari a 9 milioni. Ma è una piattaforma giovane (esiste da soli due anni, durante i quali ha avuto un trend di crescita incredibile!) e la cosa ci può stare. Del resto ha prospettive future immense (aumenta di 250.000 utenti a settimana) ed è considerata il precursore del Web 3.0 (in cui si navigherà in “small world” 3D e non più siti bi-dimensionali).
- Inoltre è possibile operare solo nelle “isole” di proprietà, che bisogna costruirsi da sé e per le quali bisogna pagare un affitto, anche se non molto elevato: in SL non c’è abusivismo che tenga! Dunque i costi ci sono e le aziende più piccole difficilmente se lo possono permettere.
http://www.comunicazioneitaliana.it/prometeo.rubrica.ilseduttore.php?id=1015&display=artc
Il guerrilla marketing e la sua declinazione in SL
Conoscendo quelle che sono le “caratteristiche” del guerrilla marketing, ovvero:
- creatività ed originalità del messaggio
- che faccia parlare di sé (effetto virale)
- coinvolgimento degli utenti
- grande efficacia a basso costo
Sembrerebbe in parte fattibile applicarlo a SL. Ma non è così facile: se vi fate un giro su www.guerrigliamarketing.it (soprattutto nell’area news in cui ci sono delle cose pazzesche!) vedrete che le nuove sperimentazioni quasi tutte vanno in direzione “on the road”; mirano a dare un’esperienza spiazzante al consumatore nel contesto in cui è più coinvolto: nella realtà e nella fisicità. In definitiva, pensare di trasporre pedissequamente il guerrilla marketing dalla realtà a Second Life è sbagliato e destinato al fallimento:
- il traffico di utenti non è tale da giustificare un tale investimento
- l’investimento in sé è cospicuo, soprattutto se riferito ad un’azienda singola
- l’effetto sorpresa è limitato dal fatto che si possa agire solo nelle proprie “isole” , dunque nei confronti di utenti che in qualche modo hanno scelto di vistare quel dato luogo.
http://www.shinynews.it/marketing/1106-guerrilla-marketing.shtml
www.guerrigliamarketing.it
La chiave di volta ed alcuni validi esempi di sostegno
A mio avviso, la chiave di volta è riuscire a conoscere i limiti e sfruttare le potenzialità di Second Life viste sopra, cercando di usare la rete per offrire cose che nella realtà non possono essere offerte.
Esempi ce ne sono tantissimi, i più interessanti in cui mi sono imbattuto sono:
- Ducati, che testa i propri prodotti ottenendo utili feedback dalla propria foltissima community (a costi ben più bassi che “dal vivo”);
- Barbie, che ha creato un’area del proprio sito dove ci si può creare un proprio avatar “barbie” ed interagire chattando con le altre bambine “in-barbie-ate”;
- Gabetti, che vende mega ville in SL;
- Irene Grandi, che ha suscitato un grande interesse mediatico grazie ai provini e al video della canzone “bruci la città” girato in SL;
http://www.secondlifeblog.it/index.php/2007/04/06/casting-per-il-nuovo-video-clip-di-irene-grandi/
- Seat Pagine Gialle, che ha in progetto il “visual outlet”. Un insieme di isole che fungono da “aggregatore”, in cui vengono riunite diverse aziende così da veicolare consumatori di diversi brand nello stesso luogo e far si che possano conoscere anche altri brand. In questo si ricostruisce l’effetto sorpresa (in quanto i consumatori non sanno esattamente tutto ciò che è nell’isola ma magari sono stati attratti solo da una azienda) anche grazie alla promozione di iniziative non solo di business ma anche artistiche, culturali e di intrattenimento (si potrebbe fare anche una mostra di visual art come quella di B&O);
http://www.comunicazioneitaliana.it/prometeo.rubrica.ilseduttore.php?id=1043&display=artc
- L’isola dei famosi, che ha creato un suo clone in SL: 10 avatar selezionati tramite provino, piazzati su un’isola a competere tra loro. Ai loro “animatori” reali è stato chiesto di essere connessi per 10 ore al giorno ed è stata loro fornita una postazione multimediale da cui farlo, parlando tra loro tramite una voice chat e interagendo tramite gli avatar.
http://www.isolasl.rai.it/R2_HPprogramma/0,,1067113,00.html
Tanti interessantissimi esperimenti per creare attenzione mediatica e business nella “seconda vita”.
La risposta alla domanda
Dunque, la risposta alla sfida lanciata è: non è conveniente fare guerrilla marketing in SL usando pedissequamente gli strumenti convenzionali usati nella mondo “reale” (ma questo vale anche per il marketing più tradizionale, tanto che è stata questa la causa del ritiro di molti brand da SL). Grandi possibilità possono nascere ed essere sfruttate se invece si usano strumenti di marketing diversi dai precedenti, magari anche nuovi, che rispettino regole ed eccezioni della nuova piattaforma, al fine di raggiungere l’obiettivo di una maggiore visibilità.
Saluti
Insomni[a]c

il visual outlet di Seat Pagine Gialle
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