domenica 7 ottobre 2007

Report 4/10 2° parte (gruppo via col venti)

All’ordine di quel giorno
La questione dei bonus
La stesura del report
Le idee e la loro proprietà
Una tempesta di cazzate
I temporary store
Differenza tra temporary store e pop-up shop
Bang&Olufsen: “A temporary art gallery”
Giacomo Costa : un ospite fuori dagli schemi



La questione dei bonus
Come ulteriore incentivo alla partecipazione al blog e alla sua ottimizzazione come strumento di supporto, il professor Vito Di Bari ha proposto un sistema di bonus che andranno a valorizzare il contributo di ogni gruppo o del singolo. Il punteggio varia da 1 a 2 punti e sarà assegnato ai post,ai commenti o ai report più interessanti,pertinenti ed originali. I punti saranno assegnati all’inizio di ogni lezione e andranno a creare una classifica dei gruppi e una classifica dei singoli. Ai migliori verrà assegnato un bonus sul voto finale.

La stesura del report
Usare un metodo che crei valore aggiunto, che possa anche trascendere il contenuto della lezione,ma che riesca a trasmettere e a indicare i drivers che ne sono emersi durante.

Le idee e la loro proprietà
IL dubbio sollevato dal trio napoletano è il seguente: “Tacere o esprimere le idee per i nostri progetti?”. In aula tutti avranno sicuramente pensato: “Meglio tacere”. Ma in realtà la questione è un’altra: “ Come saper utilizzare le idee altrui e spacciarle per nostre?” La risposta a questo quesito dal gusto amletico potrebbe essere: nella competizione non è solo necessario un pizzico di buon senso,ma anche una manciata di furbizia, intendendo per quest’ultima la capacità di saper modificare le idee in funzione dei nostri bisogni. Insomma tutto sta nel capire quale buona soluzione altrui può diventare la nostra migliore idea.

Una tempesta di cazzate
Altro consiglio del nostro Di Bari è:“ Facciamo,pensiamo le cazzate, tutto nasce da lì”. Per cui non abbiate paura di esporvi, che il trio Medusa non vi verrà a cercare. Attenzione solo ad una cosa: abbiate sempre ben in mente il vostro obiettivo e le regole di ogni mezzo che intendete usare per raggiungerlo. Facciamo un esempio: che flash mob fareste per le nostre campagne?
Chupito collettivo (Pampero)
Lascia il tuo pensiero: utilizzare 5 località della narrativa italiana per lasciarvi il proprio pensiero comunicando la propria passione per la scrittura.(Montegrappa)
Bottejon (Pampero)
Lascia la tua firma sul “megawall”(Montegrappa)
Il finto flash Mob: riuniamo gente in un luogo selezionato e lasciamo un messaggio nel luogo d’arrivo che richiami il risparmio energetico realizzato con il keypressure ( ENI).
Scova Juanita
MA SONO VERAMENTE FLASH MOB? RIFLETTETE PRIMA DI AGIRE


I temporary store

Tralasciamo la definizione, focalizziamoci sull’obiettivo: “ L’importante non è vendere,l’importante è che se ne parli” ( che Oscar Wilde non ce ne voglia se ci siamo permessi di modificare una sua frase).
Lo spazio, naturalmente, riveste un ruolo fondamentale nel successo del negozio a tempo. In questo concept lo spazio utilizzato deve essere altamente caratteristico perchè è il packaging (la confezione) e il negozio é il prodotto. Così i temporary shop vengono aperti in gallerie d'arte, spazi abbandonati, in centri commerciali fortemente caratteristici.
Si offre più un’esperienza che un prodotto fisico. Fondamentalmente è un evento di comunicazione.
“Le caratteristiche del temporary shop sono di due tipi: offrire l'esclusività dell'esperienza e creare una stretta relazione basata sul contatto con l'azienda o con il prodotto. Il tutto nell'ottica della partecipazione. Se all'inizio i temporary store erano visti dai marketing manager solo come eventi di comunicazione tesi a porre in risalto un brand inserendolo nella familiare abitudine allo shopping cittadino, adesso vengono utilizzati in chiave relazionale “one to one”, non solo per fornire qualcosa, ma anche e soprattutto per ricevere informazioni e feedback dal consumatore. Dunque esso diventa sempre più uno strumento per fare indagini di mercato.
L’idea di esserci “oggi sì e domani no” è molto invitante soprattutto per i più giovani ed immette un elemento fuori dall’ordinario in scenari retail ormai abituali.
Gli elementi di successo di ogni temporary store sono:- La durata limitata e stabilita senza scusanti- Le location con elevato passaggio- Offrire la sensazione di un evento
Perché funzioni, perché si noti, perché coinvolga i passanti fate in modo che il vostro temporary store sia in qualche modo straordinario.Per ispirarvi, tenete gli occhi aperti sul prossimo negozio a scomparsa. Ma non sbatteteli.Rischiereste di perderlo”.( Micol Passariello)


Differenza tra pop-up shop e temporary store
I pop-up contano solo sul TAM TAM SOTTERRANEO opportunamente innescato,mentre i temporary shop sono ampiamente pubblicizzati.
http://www.youtube.com/watch?v=xl5JV-6qVOE
B&O: “A TEMPORARY ART GALLERY”

Obiettivo : attrarre il target del punto di vendita e valorizzare la qualità del prodotto
Problema: incentivare la visita dei clienti di fascia alta senza che si sentano costretti ad acquistare, superare il senso di soggezione del dover comprare che l’ambiente minimalista e raffinato suscita.
Proposta: trasformare il punto di vendita in una galleria d’arte ( per essere precisi di video arte) per far leva sull’aspetto esperienziale della visita al punto vendita
Come: si è gestito il punto di vendita come fosse in realtà una galleria d’arte. Nel nostro caso una video-galleria. La mostra è stata promossa solo attraverso riviste specializzate. Ci si è concentrati in particolar modo sull’allestimento degli spazi. Il punto di vendita è stato disposto secondo cerchi concentrici che via via che il fruitore delle video- pitture e dei video-ritratti omaggio a Renè Magritte,percorreva, lo facevano sentire un tutt’uno con lo spazio circostante., mantenendo però una certa soglia di sorpresa (vedi mappa). Il risultato che si voleva raggiungere era quello di trasformare la relazione cliente-azienda in un incontro artistico,culminante in una performance teatrale di Giacomo Costa, la cui figura misteriosa prendeva il centro della scena, accompagnato da una musica dolce e familiare( la colonna sonora del film di Otto Preminger “Laura”). Un surrealismo in puro stile Beckettiano coglie quindi lo spettarore-cliente impreparato, stupendolo e colpendolo piacevolmente attraverso una rappresentazione coinvolgente e fuori dagli schemi.
Tutto ciò per emozionare il pubblico,renderlo partecipe della storia raccontata e per far in modo che la piece fosse un tutt’uno e un continum con l’evento, per far parlare di sé.



Giacomo Costa: un ospite fuori dagli schemi
E chi c….(bip) è questo?
Entrata a sorpresa a parte,che ha lasciato di stucco i più,la sua partecipazione alla lezione ha davvero portato quel quid, quel contributo che solo un artista può dare. Sia il suo modo di vestire che il suo modo di porsi,insegna davvero che l’apparenza può ingannare, confondere e svegliare.
Traspariva dalle sue parole e movenze la sua passione a coinvolgere il pubblico,che sia quello di un teatro o quello di un’aula universitaria, che sia pagante e non.
Applausi per Giacomo.

1 commento:

Lucia ha detto...

Ottimo report, solo una precisazione: l'ospite "sorprendente" si chiama Giacomo Agosti.

Buona settimana a tutti/e!